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Surviving - Sopravvivere

Un altro articolo di Chris Cutler sulla sua esperienza di italo americana di seconda generazione. La versione originale, in inglese, sul sito www.siamoabruzzesi.com.

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Quando i miei nonni arrivarono negli Stati Uniti più di 100 anni fa, vissero una sorta di vita nomade. Suppongo non possa dirsi che l'inizio della loro vita negli States sia stato nomade nel vero senso della parola, ma hanno girato per un bel po'. Dopo il suo arrivo nel 1905, il nonno visse a Lackawanna, NY, ma presto si trasferì a Columbus, Ohio, dove lavorò in una cava di pietra con il fratello maggiore della nonna e con altri emigrati di Pettorano sul Gizio.

La nonna arrivò circa 14 mesi più tardi, e dopo essere passata da Ellis Island, si è ricongiunta al nonno a Columbus. Per un certo tempo ha gestito la pensione in cui vivevano. Tra il 1911 e il 1912 si trasferirono a Marion, Ohio, prima di stabilirsi a Youngstown nel 1914 o 1915. So che hanno vissuto almeno in due case prima che fossero in grado di comprarne una loro su Prospect Street. Ci sono molte di storie dietro a tutto questo movimento, ma non è ancora tempo di condividerle.

(Aspettatemi, ho gettato una grande rete dove eventualmente sarà inserita questa storia).

Mia nonna era analfabeta. Sua madre è morta dandola alla luce, e poiché suo padre era troppo sconvolto e doveva prendersi cura degli altri bambini, fu affidata alla zia Margherita. Il marito della zia Margherita non voleva prendersi cura di un altro bambino, così la zia portava ogni giorno la nonna con lei a lavorare nei campi. E' difficile per me capire perché lei non avesse mai frequentato nemmeno una piccola scuola, ma non ho mai sentito dire che lo fece. Mi ricordo una volta quando, seduta in cucina, ha dovuto firmare alcuni documenti e mia zia ha dovuto aiutarla a fare una "X" sulla riga della firma.

Parlo di questa storia perché mia nonna - e tanti altri immigrati – riuscirono a farsi una nuova vita in questo mondo così lontano e così diverso da quello dove erano cresciuti. Mentre il nonno lavorava nelle cave di roccia a Columbus, la nonna gestiva la pensione in cui vivevano. Una volta mi disse che aveva inquilini italiani, irlandesi e spagnoli. Non riusciva a capire gli uomini irlandesi e spagnoli, anche se gli spagnoli potevano capirla. Gli irlandesi? <<Loro non capiscono nessuno>>, rideva.

Più tardi, quando la famiglia si trasferì a Youngstown in modo tale che mio nonno potesse avere un lavoro migliore in acciaieria, la famiglia va ancora avanti a fatica. La loro piccola casa era piena di bambini, ormai, e non potevano più prendere pensionanti. Allora nonna cuoceva il pane nel suo forno all'aperto e lo vendeva ai vicini e ai passanti che si dirigevano verso la sua casa quando l’aroma di lievito permeava il quartiere.

Altri (per lo più abruzzesi) nel loro piccolo quartiere vendevano ortaggi, frutta, pasta, biscotti e altro ancora. Una delle donne, la signora Bernard, gestiva una piccola drogheria nel quartiere nella parte anteriore della sua casa. Ricordo ancora le corse che facevo là da bambina per comprare un dolce dalla signora Bernard.

Molti italiani avviarono piccole attività per mantenere se stessi e le loro famiglie numerose. Nella mia città natale di Youngstown, Ohio, ci sono ancora due generi alimentari italiani, Lariccia’s e Rulli’s, così come panetterie, ristoranti, aziende agricole, grossisti e altro ancora. Sono sopravvissuti e cresciuti come è cresciuta la città, e sono stati determinanti per il suo successo.

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Questa storia si è verificata - e ancora accade - in tutti gli Stati Uniti. A Las Vegas, dove ora vivo, c’è un’attiva comunità italiana. Ristoranti e aziende di proprietà di immigrati e/o dei loro figli hanno successo, e ci sono club italiani e giornali. Recentemente, uno degli hotel in città ha aperto "L'esperienza Mob", una sorta di museo che dà ai visitatori una idea del lato più oscuro della vita degli immigrati. Andrò a visitarlo e condividerò la mia esperienza con voi al più presto.

Un'ultima cosa su mia nonna e su tanti altri immigrati, italiani o di altre nazionalità: molti dei milioni che sono venuti qui non erano istruiti, ma non sempre l'istruzione fa una persona intelligente o un gran lavoratore. Quello viene da dentro, ed era vitale per il successo di questo paese.

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